ACQUA PRECIPITABILE
Quantità massima di pioggia che può cadere, se vengono soddisfatte le condizioni favorevoli per la precipitazione. E' definita come lo spessore di acqua liquida, misurata in centimetri o in pollici, risultante dalla condensazione di tutto il vapore acqueo contenuto in una colonna verticale di atmosfera su un'area di un centimetro quadrato.
ADIABATICI, PROCESSI
Processi che avvengono senza scambio di calore con l'esterno.
ADIABATICI, PROCESSI NON
Processi che avvengono con scambio di calore con l'esterno.
AEROLOGIA
Branca della meteorologia che studia le proprietà fisiche dell'aria mediante i dati della libera atmosfera, ottenuti dai sondaggi in quota.
ALBEDO
Frazione di radiazione solare che si perde nello spazio per riflessione da una superficie qualsiasi.
ALISEI
Venti al suolo che soffiano continuamente tra circa 5° e 30° di latitudine. Furono regolarmente utilizzati per la navigazione a a vela. Sono dovuti allo spostamento dell'aria dalle fasce di alta pressione subtropicali verso la fascia equatoriale delle basse pressioni. La forza di Coriolis devia questo spostamento verso destra nell'emisfero nord e verso sinistra nell'emisfero sud; gli A. spirano quindi da nord-est a nord dell'equatore e da sud-est al sud. La quota che essi raggiungono non supera di molto 1-2 km, dove si trova un'inversione del flusso. Nello schema semplificato di circolazione generale dell'atmosfera, gli A. rappresentano il ramo che fa fluire aria dalle latitudini sub-tropicali verso la fascia equatoriale. Tale flusso è compensato in quota dai contralisei.
ALTEZZA
Distanza verticale tra una superficie orizzontale o un punto dello spazio atmosferico ed una superficie orizzontale di riferimento.
ALTITUDINE
Distanza verticale tra una superficie orizzontale o un punto dello spazio atmosferico e il livello medio del mare (lmdm).
ANTICICLONE
Zona di alta pressione caratterizzata da isobare generalmente chiuse e con valori di pressione decrescenti dal centro alla periferia.
ANTICICLONE ATLANTICO
Anticiclone dinamico. E' noto soprattutto col nome di anticiclone delle Azzorre, in quanto la sua posizione media si trova alla latitudine di queste isole.
ANTICICLONE CANADESE
Anticiclone continentale termico o semipermanente che si forma d'inverno sul Nord America.
ANTICICLONI CONTINENTALI INVERNALI
Anticicloni semipermanenti. Fra tutti gli A., sono i maggiori generatori di nebbie. Queste sono persistenti ed occupano in particolar modo le regioni centrali dell'area anticiclonica e possono durare anche parecchie settimane.
ANTICICLONI DI BLOCCO
Anticicloni così definiti perché ostacolano o rovesciano per un certo tempo i venti prevalenti occidentali delle medie latitudini; essi sono particolarmente frequenti sopra la Siberia di NE, l'Alasca, la Groenlandia settentrionale e la Scandinavia, dove il loro sviluppo può spesso essere spiegato come una conseguenza dinamica della curvatura del limite termico tra l'acqua calda oceanica portatasi alle alte latitudini e una coltre di neve persistente sul continente a est e a sud-est.
ANTICICLONI PERMANENTI
A. della fascia subtropicale. Sono chiamati anche anticicloni dinamici o stazionari. Devono la loro stazionarietà al fatto che sono continuamente alimentati in qualunque periodo dell'anno dalla circolazione intertropicale. Presentano una posizione geografica che oscilla fra il 25° e il 30° parallelo di latitudine N e S. Il corpo di questi A. è costituito da aria tropicale, è molto massiccio, occupa tutta la troposfera e talvolta penetra anche nella bassa stratosfera.
ANTICICLONE RUSSO
Anticiclone semipermanente che si forma sulla Russia durante il periodo invernale. In realtà non è altro che un grande ed ampio promontorio dell'anticiclone continentale asiatico.
ANTICICLONI SEMIPERMANENTI
Detti anche termici o stagionali. Sono poco mobili e si formano d'inverno sui continenti raffreddati delle medie e delle alte latitudini (specialmente sulle grandi estensioni continentali del Nord America e dell'Asia). Gli strati d'aria sovrastanti queste regioni, si raffreddano sia per contatto con il suolo sia per irraggiamento diretto e, diventando in questo modo specificamente più pesanti, discendono dando luogo alla formazione di aree anticicloniche. D'estate questi A., a causa del riscaldamento dei continenti, svaniscono o presentano un campo barico relativamente alto o quasi livellato e quindi privo di gradienti. I più notevoli A. S. invernali sono quelli del continente asiatico, che con un possente promontorio si estende fino alla Siberia e alla Russia (chiamato pertanto da noi anche anticiclone siberiano o russo), e quello del continente americano, con centro sul Canada, detto anticiclone canadese.
ANTICICLONI SUBTROPICALI
Anticicloni permanenti (detti anche dinamici o stazionari). Situati prevalentemente sugli oceani Atlantico, Pacifico ed Indiano, devono la loro origine alla circolazione intertropicale. Il minor riscaldamento degli oceani e il minor attrito tra superficie marina e flusso d'aria, rispetto alle aree continentali, rende la divergenza così piccola che le correnti si dispongono quasi parallele alle isobare impedendo la defluenza dell'aria dalla parte centrale dell'area anticiclonica e mantenendo così la sua intensità. Hanno una tropopausa molto alta ed una stratosfera fredda. Inoltre, nei loro strati più bassi sono alimentati dall'aria polare degli anticicloni di chiusura dei sistemi ciclonici del fronte tropicale. Raggiunti i tropici, l'aria polare si trasforma gradualmente in aria tropicale. Gli A.S. rivestono una grande importanza nell'evoluzione del tempo alle latitudini temperate.
ARIA ARTICA
Aria proveniente dal mar glaciale artico. E' sempre una massa d'aria fredda, dato che è l'aria più fredda che conosciamo.
ARIA POLARE
Aria proveniente dalle regioni artiche e subartiche dell'emisfero nord e dalle regioni antartiche e sub-antartiche dell'emisfero sud. Può assumere il ruolo di massa fredda o di massa calda a seconda della sua origine e secondo la stagione.
ARIA SECCA
Aria alla quale è stato tolto il vapore acqueo. Generalmente si dice che l'aria è secca quando l'umidità relativa è bassa.
ARIA TROPICALE
Aria originaria delle zone degli alisei di entrambi gli emisferi, limitate verso il polo dalla fascia delle alte subtropicali. Per le nostre latitudini, è sempre una massa calda. Per contro, a latitudini più basse, può assumere il ruolo di massa fredda in confronto all'aria equatoriale.
ARIA UMIDA
Si dice generalmente che l'aria è umida quando l'umidità relativa è alta.
ATMOSFERA
1. Fluido gassoso che, soggetto alla forza di attrazione della Terra, l'avvolge ed è con essa solidale nei suoi movimenti di rivoluzione e rotazione, per i quali è anche sottoposta alla forza centrifuga.
2. Unità di misura della pressione, utilizzata soprattutto nell'industria. Equivale ad 1 kg per cm quadrato. Corrisponde quasi alla pressione atmosferica, da cui il nome.
ATTRITO, FORZA D' (S)
Forza che, al suolo (ed in misura decrescente fino a circa 1000 metri di quota), costringe il vento a tagliare le isobare facendolo convergere nelle zone di bassa pressione e divergere da quelle di alta. Si manifesta negli strati bassi dell'atmosfera per il contatto con la superficie terrestre oppure nei vari strati sovrapposti d'aria che scorrono gli uni sugli altri a differenti velocità per la turbolenza.
AURORE BOREALI
Si producono a quote comprese tra 700 e 1000 km e sono dovute all'arrivo nell'atmosfera terrestre delle regioni polari di particele ionizzate emesse dal Sole e la cui traiettoria viene influenzata dal campo magnetico terrestre.
AVVEZIONE
Sostituzione di uno più strati della colonna d'aria preesistente (in deflusso) con aria (in afflusso) più fredda o più calda. L'A. è il maggior responsabile delle variazioni locali di pressione, rispetto ai movimenti verticali ed alla convergenza o divergenza.
BIOCLIMATICI, INDICI
Indici numerici che trovano applicazione in biometeorologia e bioclimatologia medica. Esprimono una valutazione della condizione fisiologica umana (di benessere o di disagio) mediante formule matematiche, in relazione ad alcuni parametri meteorologici come temperatura, umidità relativa, vento, pressione atmosferica. I principali I.B. sono:
- Indice di Scharlau
- Indice di Thom
- Wind chill
- Heat Index
- SSI
- Humidex
- Indice RSI
- Temperature-Humidity Index (THI)
- Indice T° equivalente
BOLAM
(Bologna Limited Area Model). Modello ad area limitata sviluppato presso il centro ISAO-CNR di Bologna, nelle due versioni a differente risoluzione spaziale in cui questo modello risulta operativo presso il Centro Meteo-Idrologico della Regione Liguria.
BORA, PORTA DELLA
Una delle vie di accesso diretto al mare mediterraneo per le masse d'aria fredda provenienti dai quadranti settentrionali. Altre vie d'accesso sono la porta di Gibilterra, la valle del Rodano e della Garonna.
BOYLE, LEGGE DI
La densità (cioè la massa per unità di volume) è proporzionale alla pressione. Questa relazione implica che nell'atmosfera la densità diminuisca con la quota: man mano che questa aumenta, la massa d'aria che rimane su un dato punto è sempre più piccola; pertanto la pressione esercitata è minore.
BRINA
Deposito di ghiaccio dall'aspetto cristallino, generalmente a forma di scaglie, aghi, piume o ventagli.
CALIGINE
Litometeora formata dalla sospensione nell'atmosfera di particelle secche estremamente piccole, invisibili ad occhio nudo, la cui concentrazione è sufficiente a dare all'aria un aspetto opalescente.
CALIGINE DA SABBIA
Litometeora formata dalla sospensione nell'atmosfera di polvere o di minuti granuli di sabbia sollevati dal suolo prima del momento dell'osservazione da una tempesta di polvere o di sabbia.
CALMA DI VENTO
Quando la velocità del vento è inferiore a 1 nodo (1 nodo = 1 miglio nautico all'ora = 1,852 km/h).
CAMPO BARICO AL SUOLO
In pratica, si traccia riportando, su una carta geografica, in corrispondenza delle varie stazioni meteorologiche, il valore della pressione ridotto al livello del mare ed unendo con una linea tutti i punti aventi la medesima pressione.
CAPANNINA METEOROLOGICA
E' stata concepita per la più idonea sistemazione degli strumenti destinati alla misura ed alla registrazione della temperatura dell'aria e delle grandezze ad essa collegate (umidità relativa, temperatura del punto di rugiada, tensione di vapore,ecc.).
CARTE SINOTTICHE
Carte così denominate perché riferite alle osservazione effettuate nello stesso tempo da tutte le stazioni di una rete meteorologica mondiale.
CEILING
Altezza della base delle nubi più basse, quando la base è al di sotto di 1500 metri o al di sotto dell'altitudine minima di settore più elevata, se quest'ultima è superiore a 1500 metri, e quando le nubi coprono più della metà del cielo.
CICLOGENESI
Processo che porta alla formazione di un minimo di pressione. Perché abbia inizio una ciclogenesi, si deve avere divergenza orizzontale in quota, con rimozione di più aria di quanta se ne accumuli per convergenza orizzontale al suolo.
CICLONE
Zona di bassa pressione con isobare generalmente chiuse e valori di pressione crescenti dal centro alla periferia.
CIRCOLAZIONE GENERALE DELL'ATMOSFERA
Quadro generale del movimento dell'aria, così come emerge da uno studio dei valori medi dei venti durante lunghi periodi di tempo.
CIRCOLAZIONE MERIDIANA
Circolazione teorica dell'aria che s'instaurerebbe tra equatore e poli qualora la Terra non ruotasse intorno al proprio asse e possedesse una superficie omogenea. Con queste premesse, lo scambio termico tra regioni calde e regione fredde avrebbe luogo in modo diretto costituendo una circolazione chiusa, con aria che s'innalza all'equatore e che ridiscende ai poli.
CLIMA
Insieme dei fenomeni meteorologici caratterizzanti lo stato medio dell'atmosfera in un punto della superficie terrestre. Tenendo presenti le influenze del C. sulla vita, può anche definirsi il complesso delle condizioni atmosferiche che rendono una regione più o meno adatta alla evoluzione delle varie specie vegetali e animali e in particolare dell'uomo. Gli elementi che lo costituiscono sono l'umidità, la temperatura, i venti con il loro diverso coordinamento e avvicendamento; tali elementi , a loro volta, dipendono da fattori più complessi, quali la latitudine, l'altitudine, la distanza dal mare, ecc.
CONDENSAZIONE DEL VAPORE ACQUEO
La condensazione del vapore acqueo nell'aria è conseguenza del raffreddamento che essa subisce nel suo movimento verticale. Questo sollevamento può avere origine termica (sollevamento convettivo) oppure dinamica (sollevamento forzato).
CONDUZIONE
Uno dei meccanismi di propagazione del calore. Il calore viene trasferito mediante la collisione fra le molecole in rapido movimento che caratterizzano l'estremità di un corpo surriscaldato, e le molecole più lente di un corpo freddo. Parte dell'energia cinetica delle molecole più veloci passa alle molecole più lente e il risultato di collisioni successive è un flusso di calore attraverso il corpo. Solidi, liquidi e gas sono tutti conduttori di calore anche se il potere conduttivo dei gas è inferiore, perché le molecole sono relativamente distanti e quindi interagiscono con minore frequenza rispetto a solidi e liquidi. Essendo l'aria una cattiva conduttrice di calore, il riscaldamento dell'atmosfera per conduzione molecolare si arresta ai primi strati, cioè a quelli a contatto immediato con il suolo.
Ad esempio, nel campo delle temperature termodinamiche, la grandezza che meglio risponde a tali requisiti è la temperatura pseudo potenziale.
CONVETTIVO COMPLESSO, SISTEMA
Sistema costituito da cumulonembi agglomerati in una struttura con periodo di vita di circa 6 ore e superficie di diametro intorno ai cento chilometri.
CONVEZIONE
Uno dei meccanismi di propagazione del calore, per cui un certo volume di fluido a temperatura elevata (gas o liquido) si sposta da una regione all'altra trasferendo la sua energia interna. Può essere libera, forzata, intensa (deep convection), leggera (shallow convection), o limitata alla media troposfera (mid-level convection). Nei modelli numerici di previsione, si tiene conto della convezione (in quanto fenomeno sub-grid) attraverso la sua parametrizzazione, a meno che il passo di griglia non scenda sotto il paio di chilometri. In tal caso, i processi convettivi possono essere rappresentati esplicitamente dal modello.
E' maggiore nei bassi strati atmosferici, dove risente maggiormente della forza di attrazione, mentre va progressivamente diminuendo verso l'alto.
DEPRESSIONE
Regione della superficie terrestre, o di una superficie di livello, su cui la pressione atmosferica è bassa rispetto alle zone circostanti, con un minimo di pressione all'incirca nella parte centrale della regione stessa. Caratterizzata da isobare chiuse, approssimativamente concentriche, e da circolazione spiraliforme del vento, convergente dalla periferia verso il centro (in senso antiorario nell'emisfero boreale, orario nell'australe).
DOWNBURST
Forte raffica discendente che giunta vicino al suolo si espande con grande violenza generando venti estremamente pericolosi. E' generalmente associato alle nubi temporalesche.
EBOLLIZIONE
Si raggiunge quando la pressione di vapore diventa uguale alla pressione atmosferica: si ha un'evaporazione molto intensa, con formazione di bolle ascendenti di vapore all'interno del liquido, che vengono a liberarsi in superficie. Poiché la pressione atmosferica diminuisce con l'altitudine, la temperatura di E. è sempre più bassa man mano che ci si innalza.
ECMWF
European Center for Medium range Weather Forecasts. Centro Europeo per le previsioni a medio termine. Fu fondato nel 1975 sotto l'impulso dei servizi meteorologici dei Paesi membri della Comunità Economica Europea. Ha sede a Reading, cittadina a circa 40 km ad ovest di Londra. Alla costituzione ed alla gestione del Centro parteciparono 17 nazioni europee. Il Centro divenne operativo nel 1978 e migliorando la sua produzione costantemente diffonde ogni giorno ai Paesi membri centinaia di campi previsti fino a 7 giorni di scadenza e campi mediati dal sesto al decimo giorno.
ECOMET
Accordo stipulato fra i Servizi Meteorologici europei riguardante la distribuzione dei dati e dei prodotti meteorologici. Il Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare Italiana ha sottoscritto l'accordo ECOMET nel novembre 1996.
FENOMENI CONVETTIVI
I F.C. di maggiore rilevanza sono stati classificati in un certo numero di famiglie: F.C. isolati e sistemi convettivi organizzati (vedi).
FENOMENI CONVETTIVI ISOLATI
Sono caratterizzati dalla presenza di celle convettive isolate di breve durata e non interagenti tra loro, generate da instabilità locale della colonna atmosferica. La cella convettiva tipica è descritta come una regione di convergenza al suolo e di forti correnti ascensionali ("updraft", almeno 10 m/s), con una sezione orizzontale dell'ordine dei 10-100 km2, e una vita media di 30-50 minuti.
FENOMENI SUB-GRID
(Previsione numerica). Fenomeni fisici (come la convezione, i processi radiativi, ecc.) non risolti dalla griglia e che pertanto non possono essere inclusi esplicitamente nei modelli numerici di previsione. Poiché questi fenomeni (agenti su scale dell'ordine delle decine di chilometri) influenzano in larga misura i flussi su larga scala rifornendoli, ad esempio, di grandi quantità di vapor acqueo, calore e quantità di moto, è necessario tenerne conto attraverso la parametrizzazione. Incrementando la risoluzione, alcuni processi possono, almeno in parte, essere rappresentati esplicitamente (ad esempio, la convezione).
FISICA DELL'ATMOSFERA
Disciplina scientifica che si occupa dello studio generale dell'atmosfera, dei suoi elementi costitutivi e dei suoi particolari fenomeni.
FOEHN o SUBSIDENZA OROGRAFICA
Fenomeno caratteristico dovuto a correnti d'aria che incontrano un ostacolo orografico. Si manifesta nel lato sottovento della barriera orografica con scorrimento discendente dell'aria, riscaldamento dinamico e diminuzione dell'umidità relativa. E' caratterizzato da vento alquanto caldo e a raffiche.
FOSCHIA
Sospensione nell'atmosfera di goccioline di acqua microscopiche, o di particelle igroscopiche umide, che riducono la visibilità, ma non al di sotto di 1 km. Le goccioline sono più piccole e più disperse che nel caso della nebbia che, peraltro, ha la stessa costituzione. La F. ha un aspetto grigiastro.
FRONTE
Superficie di separazione tra due masse d'aria. E' costituito da una sottile zona di transizione, e non da una superficie netta, che si estende orizzontalmente per 100 - 200 km o verticalmente per 1-3 km.
FRONTE CALDO
E' la superficie di separazione tra una massa d'aria calda avanzante su una certa zona, e una massa d'aria fredda che sta arretrando dalla zona stessa. In un F.C., l'aria della massa calda sale rapidamente lungo la superficie frontale, tendendo a sovrapporsi a quella della massa fredda e raffreddandosi progressivamente; il vapore acqueo contenuto nell'aria calda si condensa, dando luogo a formazioni nuvolose e a precipitazioni.
FRONTE CALDO ATTIVO
Tipo di fronte caldo in cui la componente del vento attraverso il fronte cresce perpendicolarmente al fronte con l'altezza; è accompagnato da nubi e precipitazioni.
FRONTE CALDO INATTIVO
Si ha quando la velocità del vento, perpendicolarmente al fronte, decresce con l'altezza. E' caratterizzato da cirri rotti (in quantità maggiore di 4/8) e da altocumuli.
FRONTE FREDDO
E' la superficie di separazione tra una massa d'aria fredda avanzante su una certa zona e una massa d'aria calda retrocedente sulla stessa zona. In un F.F., l'aria della massa fredda tende ad insinuarsi sotto quella della massa calda, sollevandola violentemente. Il sollevamento dell'aria calda provoca lungo tutto il fronte la formazione di grandi sistemi nuvolosi, che possono essere fonti di precipitazioni, talvolta anche violente.
FRONTE FREDDO ATTIVO
Tipo di fronte freddo in cui la componente del vento perpendicolarmente al fronte decresce con l'altezza attraverso il fronte. E' accompagnato da una larga zona di nubi e precipitazioni avanti e dietro di esso, poiché l'aria al di sopra del fronte viene sollevata in alto. Relativamente al fronte, l'aria si muove a ritroso.
FRONTI, TEORIA DEI
Teoria elaborata dai meteorologi della scuola norvegese (particolarmente Bjerkness), che mette in evidenza l'esistenza dei fronti. E' una teoria di importanza fondamentale per l'interpretazione e la previsione della maggior parte dei fenomeni meteorologici delle zone temperate.
GEOPOTENZIALE
E' l'energia potenziale dell'unità di massa rispetto al livello del mare, ed è dato numericamente dal lavoro che occorrerebbe compiere per sollevare l'unità di massa dal livello del mare all'altezza a cui la massa si trova; si esprime in altezza geopotenziale.
GHIACCIO GRANULOSO o GALAVERNA
Idrometeora formata da un deposito di ghiaccio costituito da granuli più o meno separati da inclusioni d'aria, eventualmente forniti di ramificazioni cristalline. Si forma e si sviluppa sulle superfici esposte al vento per congelamento rapido di minutissime goccioline sopraffuse di nebbia o di nube.
GRADIENTE BARICO VERTICALE
Esprime la diminuzione della pressione al crescere dell'altezza, lungo la verticale.
GRADIENTE VERTICALE DI TEMPERATURA
Variazione della temperatura per una differenza di livello di 100 metri. Si indica con la lettera greca minuscola gamma. Il gradiente medio della troposfera è di 0,56°C/100 m. Se la temperatura diminuisce, come avviene in generale con l'altezza, il gradiente è normale o positivo; se la temperatura non varia con l'altezza, il gradiente è nullo e se infine la temperatura aumenta con l'altezza, il gradiente è invertito o negativo.
GRAGNUOLA
Granelli di neve rivestiti da un sottile strato di ghiaccio.
GRANDINE
Caduta di globuli o pezzi di ghiaccio (chicchi), il cui diametro varia da 5 a 50 mm e talvolta anche più e che cadono sia separatamente sia agglomerati in pezzi irregolari più grossi.
GRANULI DI GHIACCIO
Gocce di pioggia congelate, o fiocchi di neve quasi completamente fusi che si sono congelati di nuovo.
GROPPI o COLPI DI VENTO
Raffiche di vento più distanziate che si verificano nelle situazioni temporalesche o durante il passaggio di fronti freddi.
HEAT INDEX
Indice basato su una equazione empirica con il compito di descrivere quali siano le condizioni di temperatura e umidità più gradevoli per l'organismo umano.
IDROLOGIA
Scienza che comprende tutte le applicazioni della meteorologia a problemi idrologici, dalla gestione delle risorse idriche alla progettazione delle opere idrauliche.
INSTABILITA'
Stato dell'atmosfera per cui una particella d'aria, comunque sollecitata verso l'alto o verso il basso, tende spontaneamente, anche cessando la sollecitazione, ad allontanarsi sempre più dal suo livello d'origine. L'I. si presenta quando il gradiente termico verticale dell'atmosfera è maggiore della termovariazione che la particella subisce nel suo movimento, a causa dell'espansione, o compressione, adiabatica.
INVERSIONE DI TEMPERATURA
Si ha allorché la temperatura, invece di diminuire, aumenta in funzione dell'altitudine. L'inversione termica al suolo si ha quando nelle notti serene, soprattutto invernali, il suolo si raffredda (per irraggiamento) sensibilmente; lo strato d'aria a contatto del suolo si raffredda anch'esso fortemente e più degli strati d'aria superiori: pertanto la temperatura dell'aria, a partire dal suolo, aumenta con la quota. L'inversione termica in quota si ha sovente negli anticicloni ed è causata dalla subsidenza. L'effetto di sbarramento provocato da questo tipo di inversione, blocca i movimenti ascendenti dell'aria, generando talvolta nubi ondulate (stratocumuli) e nubi lenticolari.
IRRAGGIAMENTO
Uno dei meccanismi di propagazione del calore. Questa forma di trasmissione del calore dipende molto dalle condizioni del cielo e dell'aria: l'I. è forte con cielo sereno ed aria secca, debole con cielo coperto ed aria umida.
ISOTERMA
Sulle carte meteorologiche, è la linea che unisce i punti di uguale temperatura. Rappresenta l'intersezione di una superficie isotermica con la superficie terrestre.
LAM
(Previsione numerica). Modello numerico per la previsione meteorologica ad "area limitata", o modello a "mesoscala". Le caratteristiche principali che distinguono questo modello dalla famiglia dei modelli a "circolazione globale" (GCM, Global Circulation Model) consistono nelle simulazioni elaborate per un'area geografica limitata e nella risoluzione spaziale maggiore di quella dei GCM. Inoltre,la più accurata schematizzazione dell'orografia rispetto a quella dei GCM, dovrebbe consentire ai modelli ad area limitata una migliore simulazione degli eventi atmosferici.
MACROBURST
Downburst di grandi dimensioni, con diametro compreso tra 4 e 10 km. I M. più violenti provocano venti che possono raggiungere i 150 nodi ed hanno una durata variabile da 5 a 20 minuti.
MASSA D'ARIA
Determinato volume dell'atmosfera le cui caratteristiche fisiche sono omogenee. Queste dipendono dall'origine della massa d'aria e dalle trasformazioni che ha potuto subire nel suo spostamento.
MASSA D'ARIA ATTIVA
Massa d'aria che si sposta rapidamente, conservando le caratteristiche iniziali.
MASSA D'ARIA MARITTIMA
Massa d'aria che ha percorso un lungo tragitto sull'oceano, saturandosi d'umidità.
METEORA
Fenomeno osservato nell'atmosfera o sulla superficie del globo. Può essere una precipitazione, una sospensione o un deposito di particelle liquide o solide, costituite di acqua o no; può anche essere una manifestazione di natura ottica o elettrica. Le M. sono classificate in quattro gruppi: idrometeore, litometeore, fotometeore ed elettrometeore.
METEOROLOGIA
Opera scritta da Aristotele intorno al 340 a.C. L'interpretazione aristotelica dei fenomeni atmosferici ha dominato per quasi 2000 anni (fino alla fine del sec. XVI) il pensiero scientifico occidentale.
METEOROLOGIA DINAMICA
Scienza che si propone di studiare il sistema di equazioni differenziali che rappresenta le leggi fisiche governanti il comportamento dell'atmosfera. La risoluzione anche approssimata di questo sistema di equazioni permette di prevedere il comportamento futuro della circolazione di masse d'aria in atmosfera entro ragionevoli limiti temporali.
METEOROLOGIA SINOTTICA
Branca della meteorologia che comprende la gran parte della meteorologia tradizionale, inclusa l'osservazione simultanea di vaste porzioni della Terra e l'analisi dei dati che sono alla base delle previsioni meteorologiche.
METEOROPATIA
PRIMARIA: Sindrome costituita da una serie di disturbi (stato di malessere, calo di pressione del sangue, mal di testa, sudorazione, difficoltà di attenzione e di apprendimento, sensazione di debolezza, ecc.) che si manifestano in soggetti, per il resto sani, ma che sono più suscettibili degli altri al cambiamento del tempo.
SECONDARIA: Si manifesta in un peggioramento di malattie già in corso.
MICROBURST
Downburst di piccole dimensioni il cui diametro è compreso tra 1 e 4 km. Ha una durata compresa tra 1 e 5 minuti ed è molto pericoloso perché provoca sia wind shear orizzontale che verticale.
MULINELLO DI POLVERE O MULINELLO DI SABBIA
Insieme di particelle di polvere o di sabbia, accompagnato talvolta da piccoli detriti sollevati dal suolo in una colonna vorticosa di altezza variabile, di piccolo diametro e ad asse sensibilmente verticale.
NEBBIA
Sospensione nell'atmosfera di piccolissime gocce d'acqua, che riduce generalmente la visibilità orizzontale sulla superficie terrestre a meno di un chilometro.
NEVE
Precipitazione di cristalli di ghiaccio stellati, esagonali, ramificati, fragili, spesso agglomerati in fiocchi.
NEVE GRANULOSA FINA o NEVISCHIO
Precipitazione nevosa composta di granuli di ghiaccio di dimensioni molto piccole (diametro in genere inferiore ad 1 mm), che non rimbalzano e non si rompono cadendo su terreno duro.
NEVE GRANULOSA FRIABILE o NEVE TONDA
Precipitazione nevosa costituita di cristalli sferici del diametro da 2 a 5 mm.
NUBE
Insieme di piccolissime particelle di acqua (liquida) o di ghiaccio, oppure dell'una e dell'altro insieme, in sospensione nell'atmosfera.
Essa può anche contenere particelle d'acqua, allo stato liquido o solido, di dimensioni più grandi, e particelle provenienti, per esempio, da vapori industriali, da fumo, da polveri.
NUBIFRAGIO
Precipitazione estremamente violenta di carattere temporalesco, che in breve tempo rovescia al suolo grandi quantità di acqua, producendo ingrossamento e straripamento dei corsi d'acqua, allagamenti e frane. Secondo certi autori si può parlare di nubifragi soltanto se la durata è di almeno mezz'ora e l'intensità di precipitazione di almeno 40 mm in mezz'ora, di 60 in un'ora, di 70 in due ore, di 80 in tre ore (BILANCINI).
OZONO
Ossigeno la cui molecola è formata da tre atomi invece che da due come per l'ossigeno normale.
PARTICELLA D'ARIA
Piccola massa d'aria con proprietà termodinamiche costanti in ogni suo punto e che non si mescola e non scambia calore con l'ambiente circostante.
PRECIPITAZIONE
Termine generico per tutte le idrometeore costituite da un insieme di particelle d'acqua, liquide o solide, cristallizzate o amorfe, che cadono dalle nubi e raggiungono la superficie terrestre. Comprende quindi la pioggia, la neve, la grandine, ecc.
PRESSIONE ATMOSFERICA
Pressione esercitata su ogni unità di superficie terrestre da una colonna d'aria, che ha come base questa unità di superficie e come altezza il limite superiore dell'atmosfera a partire dal livello del mare.
PRINCIPIO DI CONSERVAZIONE DELL'ENERGIA
(Primo principio della termodinamica). Il lavoro compiuto durante l'espansione dev'essere bilanciato da una uguale diminuzione dell'energia interna della massa d'aria. Poiché l'energia interna è proporzionale alla temperatura, durante l'espansione la massa d'aria si raffredda, mentre una massa d'aria che viene compressa subisce un riscaldamento. I cambiamenti di temperatura dovuti all'espansione o compressione di un gas, senza che vi sia scambio di calore con l'esterno, vengono detti adiabatici.
PROMONTORIO
Forma secondaria dell'anticiclone. Si tratta di un incuneamento dell'area di alta pressione, da cui talvolta si stacca per formare un centro anticiclonico indipendente. All'opposto dell'asse della saccatura, l'asse del P. non può mai coincidere con un fronte.
PULVISCOLO ATMOSFERICO
Composto di innumerevoli piccolissime particelle di sostanze organiche ed inorganiche, che per la loro leggerezza si trovano in sospensione nell'aria, specialmente negli strati inferiori in quantità e qualità molto variabili a seconda dei luoghi. Ha un ruolo importante nei processi di condensazione.
ROVESCIO
Precipitazione di acqua allo stato liquido o solido, di breve durata e forte intensità; le gocce d'acqua o le particelle che costituiscono questa precipitazione sono più grosse ed hanno maggiore velocità di caduta che nelle precipitazioni ordinarie.
RUGIADA
Gocce d'acqua che si formano e si depositano sulle superfici fredde e che sono dovute alla condensazione del vapore acqueo contenuto nell'aria limpida circostante; si forma generalmente nelle notti serene a causa del raffreddamento, per irraggiamento, delle superfici stesse.
SACCATURA
Forma secondaria delle depressioni. Può presentarsi come una lingua o un prolungamento di bassa pressione o come una striscia di bassa pressione compresa fra due regioni di alta pressione. L'asse della S. spesso coincide con un fronte, che delimita due masse d'aria di diverso stato fisico.
SATELLITI METEOROLOGICI
(Telerilevamento). Satelliti artificiali che orbitano nello spazio ad altezze tali che il loro campo di vista abbracci aree di superficie terrestre inosservabili da nessun osservatorio terrestre fisso. Grazie ai S.M. è possibile il rilevamento su ampia scala delle formazioni nuvolose associate ai fronti atmosferici e di quelle proprie di una depressione. E così pure sono bene individuate anche le nubi temporalesche dovute ad aria fredda in quota o a vortici freddi.
SCALA CENTIGRADA
Ha due punti fissi, lo "zero" e il "cento", in corrispondenza di due ben determinati fenomeni fisici. Si attribuisce lo "zero" al ghiaccio fondente, il "cento" ai vapori dell'acqua in ebollizione. La scala viene suddivisa in 100 parti; si ottengono così 100 intervalli che si dicono gradi. I valori forniti si indicano con °C.
SCALA SINOTTICA
Comprende tutti quei fenomeni che si svolgono su lunghezze dell'ordine delle migliaia di chilometri.
SPETTRALE, MODELLO
(Previsione numerica). Modello numerico di previsione in cui, per aggirare il problema del trattamento dei termini avvettivi lineari e per limitare il problema degli errori di troncamento, invece di rappresentare i campi orizzontali per mezzo di una discretizzazione a punti di griglia, li si decompone in componenti di Fourier (o in un'altra qualsiasi base ortonormale (per esempio, armoniche sferiche per un dominio sferico). Operando in tal modo, si può superare il problema della instabilità CFL ed aumentare il time step e si riduce l’errore di troncamento dovuto al calcolo delle derivate spaziali.
STAU o ADDOSSAMENTO OROGRAFICO
Fenomeno caratteristico dovuto a correnti d'aria che incontrano un ostacolo orografico. Sul lato sopravento si manifesta con scorrimento ascendente dell'aria, raffreddamento e condensazione del vapore acqueo.
STRATWARMING
Aumento della temperatura della stratosfera. Spesso, uno S. precede un'ondata di freddo sull'Europa centrale che, dopo circa una decina di giorni, finisce per interessare anche l'Italia. Secondo le teorie della teleconnessione, uno S. intenso, caratterizzato da un vigoroso riscaldamento, può generare violente ondate di gelo.
SUPERFICI ISOBARICHE
Superfici di uguale pressione, impiegate per rappresentare la distribuzione della pressione nello spazio. Su ogni superficie isobarica la pressione ha sempre lo stesso valore.
SUPERFICI ISOTERMICHE
Superfici di eguale temperatura, impiegate per rappresentare il campo della temperatura nello spazio.
TEMPERATURA DEL PUNTO DI RUGIADA (DEW POINT)
Temperatura alla quale, a parità di pressione, si può portare una massa d'aria umida perché la sua umidità specifica diventi massima e raggiunga quindi il suo punto di saturazione.
TEMPORALE DI MASSA D'ARIA o TEMPORALE DI CALORE
Temporale generato dal riscaldamento diurno della superficie del terreno o, in montagna, dall'incontro del vento con i pendii. Si forma prevalentemente durante le ore pomeridiane, e la sua durata oscilla mediamente fra i venti minuti e l'ora e mezzo.
TEMPORALE DI NATURA FRONTALE
Temporale generato dall'innalzamento dell'aria più calda durante il movimento di un fronte. Poiché i temporali di natura frontale si spostano col fronte che li genera, possono durare anche diversi giorni, e, prima di esaurirsi, possono coprire distanze di migliaia di chilometri.
TROMBA
E' una particolare idrometeora, caratterizzata da un moto vorticoso e violento dell'aria, che discende dalla base di un cumulonembo ben sviluppato. Il movimento rotatorio forma un tipico imbuto (o cono) con la base in alto; nell'interno del vortice vi è una depressione, talvolta anche notevole.
UMIDITA' ASSOLUTA
Quantità di vapore acqueo contenuta in 1 metro cubo di aria. Viene espressa in grammi per m3.
UMIDITA' RELATIVA
E' definita come il rapporto tra la pressione di vapore effettiva (e) e la pressione di vapore saturo (es), normalmente espresso in percento. E' la proprietà del vapore acqueo più frequentemente osservata, e può essere utilizzata per ricavare le altre variabili. Viene espressa in %. Questo rapporto viene chiamato anche stato igrometrico dell'aria.
VENTO
Consiste in un movimento orizzontale dell'aria provocato dalle differenze di pressione atmosferica. E' definito dalla sua direzione e dalla sua forza o, più esattamente, dalla sua velocità.
VORTICE POLARE
Il V.P. è una configurazione ciclonica che influenza tutto l'Emisfero nord, dall'Europa alla Siberia, al Nord America: in Europa, le depressioni d'Islanda investono pesantemente le regioni settentrionali, con correnti occidentali miti. Altrove si rinnovano i cicli dell'Anticiclone delle Azzorre, con valori che alla topografia di 500 hPa sono elevatissimi. Quando il V. P. tende a diminuire la sua vitalità, per cause naturali ancora sconosciute, innesca una maggiore dinamicità atmosferica alle medie latitudini e quindi conseguenti possibilità di fasi di freddo acuto anche in Europa.
VORTICITA'
(meteorologia dinamica). Vettore avente la direzione dell'asse di rotazione e la grandezza uguale al doppio della velocità angolare di rotazione. La V. si esprime matematicamente mediante semplici relazioni fra le velocità del vento e le sue variazioni da un punto all'altro. Pertanto è possibile calcolare la V. disponendo dei valori del vento. Esiste una stretta connessione tra la distribuzione della V. ed i fenomeni del tempo. (Trattazione matematica).
WIND CHILL
Equazione empirica introdotta per descrivere quale sia la reale temperatura avvertita da un organismo umano in relazione alla temperatura dell'aria libera e alla velocità del vento. Il wind chill è sempre pari alla temperatura effettiva dell'aria quando la velocità del vento è uguale o minore a 4 nodi. (Approfondimento, Software, Formula).
WIND SHEAR
Variazione del vento nella libera atmosfera. Si tratta di una improvvisa e sensibile variazione della direzione e/o dell'intensità del vento in una data direzione. Si definiscono le seguenti forme di W.S.:
- W.S. a basso livello (LLWS, Low Level Wind Shear);
- W.S. orizzontale;
- W.S. verticale;
- Per saperne di piùW.S.dei venti verticali;
- W.S. associato alle correnti a getto.
ZONALE, MOTO
Movimento globale dell'aria secondo i paralleli.
Definizioni tratte dal "Corso basico di Meteorologia" su gentile concessione di Vittorio Villasmunta.